In-Significante

Scrittura e de-scrittura
martedì, 18 settembre 2007

Il PROSSIMO

Non mi piace avere il prossimo vicino:
che se ne vada in alto e lontano!
Come potrebbe, altrimenti, essere la mia stella?


                                                 F. Nietzsche
postato da NudoEssere alle ore 20:38 | link | commenti (3)
categorie: pensieri, filosofia
domenica, 12 novembre 2006

«Il bello e il brutto, il letterale e il metaforico, il sano e il folle, il comico e il serio... perfino l'amore e l'odio, sono tutti temi che oggi la scienza evita. Ma tra pochi anni, quando la spaccatura fra i problemi della mente e i problemi della natura cesserà di essere un fattore determinante di ciò su cui è impossibile riflettere, essi diventeranno accessibili al pensiero formale.»

Gregory Bateson
postato da NudoEssere alle ore 21:24 | link | commenti
categorie: filosofia
domenica, 05 novembre 2006

Sulla web-realtà...e l'evoluzione creatrice...

La nostra generazione non può de-globalizzarsi. La nostra generazione può solo consapevolmente globalizzarsi. Anzi, la nostra più 'evoluta' generazione lo è gia, io lo sono già, globalizzato.
Varie riflessioni sul web, e non, devono continuare verso una comprensione di questo evento, che se il singolo non può controllare, deve almeno comprendere.
In questo senso è necessario evolversi, cioè svolgere un continuo atto di conoscenza e di ripensamento dell'attuale. La tristezza dei veloci cambiamenti è la lotta interiore tra la parte dell'io fissato sul già fatto e la parte dell'io che si confronta, giorno per giorno, col presente. Se tutto ciò che passa dinanzi ai nostri occhi diventa passato e mai presenza, riflessione, allora possiamo ritenerci MORTI. In molti momenti lo siamo e ci sentiamo tali. La tristezza è anch'essa un momento di presenza.
Io non credo quindi né agli atti reazionari né agli atti rivoluzionari: entrambi sono forme di lotta che distruggono il presente. Io credo in una evoluzione del singolo che si rapporta con il presente.
Io vedo in rete molta gente che vuole evolversi nel senso da me spiegato, e credo che sia l'unico modo di costruire nel singolo e con gli altri: nel web, nella realtà, nella web-realtà.
Il web non va solo 'usato' ma pensato; pensato come mezzo e mai come fine che gira su se stesso. Il web va 'pensato' perché divenga una trottola che giri sulla testa dell'uomo, dell'umanità e non viceversa.
Ogni atto che tenta di usare il web come mezzo 'contro' l'essenza profonda dell'uomo è un atto di guerra all'uomo, guerra che nessun mezzo ha cmq vinto. La tecnologia non è una religione, non è un rimedio, non è una pillola che cura...la tecnologia è solo un semplice poco affilato coltello: che si tagli il pane o si uccida: è necessario scegliere.

Indi:

1)Nuovi linguaggi
2)Nuovi paradigmi
3)Nuovi atti

e solo con consapevoleza, CREAZIONE...
postato da NudoEssere alle ore 09:59 | link | commenti
categorie: letteratura, filosofia
sabato, 07 ottobre 2006

Il postino suonò due volte. La prima per imbucare la lettera, la seconda per aprirla...

Joseph Gutish
postato da NudoEssere alle ore 15:02 | link | commenti
categorie: letteratura, filosofia
sabato, 22 ottobre 2005

3a Bozza Manifesto divenente della futura Poesia Trans-Virtuale

 

Assiomi

 

1)      Lo spazio è Contenitore.

2)      Il virtuale è potenziale, la realtà è Atto.

3)      Il linguaggio avviene tramite lo spazio (aria vibrante, carta, flusso digitale..), virtualità (significanti) e realtà (significato).

 

Teoremi fondamentali

 

Le Parole sono Eventi.

La Poesia è Evento Ultimo: Avven(imen)to dell’Essere tramite il Linguaggio.

 

 

Conseguenze

 

Incomprensione e Comprensione sono due abissi. Talvolta si è in uno dei due, talvolta si è sul ciglio che li separa. La Vita (parola che mai nessuno comprenderà, la vita è Incomprensibile come parola, essendo una meta-parola) viaggia tra questi due abissi. L'Arte è il gioco della vita e dell'uomo che tenta di farsi, rendersi comprensibile. Il Genio è in chi sosta più di altri nel reame della potenziale comprensione. La comprensione è talvolta immediata, talvolta postuma. Il cuore, il sentimento non sono sufficienti a rendersi comprensibili. Il dolore che ne scaturisce è inevitabile e fisiologico. Noi Uomini siamo costituiti da parole (significanti), la nostra struttura è la parola che copre il vero bisogno: la parola è il sigillo della mancanza, è la fine del pianto del bimbo che non 'sa', che non conosce il Verbo. L'Oltre-Verbo, l'Oltre-Parola, l'Oltre-Dire è ciò che noi potenzialmente siamo. Le nostre parole dicono ‘mancanza’, urlano ‘mancanza’. Il reale significato, il reale senso è sempre Oltre. Il Poeta è colui che si spinge al limite della comprensibilità convenzionale, il Poeta cerca di comprendere il Bambino, il Pianto, il non-detto. Le parole sono limiti, sono recinti, sono il muro.  Noi vediamo il muro, Noi Sfidiamo il Muro.

Il Poeta è la fine e l’inizio del Linguaggio. Il Poeta è la fine e l’inizio del Significato.

postato da NudoEssere alle ore 16:35 | link | commenti
categorie: poesie, letteratura, filosofia
venerdì, 21 ottobre 2005

Il cyberspazio obbedisce alle proprietà del tutto nuove di ubiquità, di istantaneità, di accessibilità, di trasparenza, di replica indefinita. Le concezioni classiche, kantiane, per esempio, di spazio e di tempo, spariscono ormai a vantaggio di uno spazio-tempo fluido, direi quasi plasmatico, fusionale, ma con frammentazioni, rotture, scarti, separazioni sempre più profondi.

Ci sono diverse specie di realtà. Il cyberspazio ci insegna che la realtà non è qualcosa di statico, ma che ci sono diversi livelli di realtà. Platone avrebbe detto che ci sono dei livelli intermedi di realtà. Dunque io credo che bisogna evitare di opporre il reale e il virtuale. E' troppo semplicistico. Bisogna cercare di comprendere che cosa c'è di virtuale nel reale e che cosa c'è di reale nel virtuale.

Aristotele opponeva la potenza e l'atto, il potenziale e l'attuale. Ma il virtuale è una nozione diversa che non viene da Aristotele, ma da Roma, dalla cultura latina. E' la "virtus". La "virtus" è la forza d'animo. La radice di virtuale e di "virtus" è "vir", l' "uomo", parola che è affine a "vis" la "forza". Sono due nozioni assai diverse, potenzialità e virtualità, secondo me altrettanto diverse, ancora una volta, quanto lo è la "virtus" della romanità e la "dynamis" che è come un embrione di realtà, mentre nel caso della "virtus" non c'è un embrione, ma un uomo, un "vir", che, in qualche modo, decide del suo destino.

Dunque, per parlare in modo pragmatico, la nozione di virtualità non è una specie di irrealtà, qualcosa che non è ancora reale, ma qualcosa che permette di passare all'atto, e che ne contiene la finalità profonda. Il virtuale è un progetto, un progetto di reale.

La realtà è sempre più virtuale. Prendiamo l'esempio della "bolla" economica. Si sa che il 99% dei capitali che circolano ogni giorno nel mondo - una circolazione di 3000 miliardi di dollari di capitale finanziario al giorno - è speculazione. Quindi soltanto l'1% dei capitali corrisponde all'economia reale. Qui dunque il reale è già virtuale e inversamente il virtuale è reale. Perché? Perché ormai, mediante segnali, si può "preparare" la realtà, si può agire sul mondo reale con immagini virtuali: questo vale per la chirurgia, per la guerra, per progettare nuovi piani urbanistici, ecc.

Dunque il virtuale contiene una parte di realtà e quindi non bisogna più opporre il virtuale e il reale, bisogna, al contrario, metterli insieme in una categoria più generale, in una metacategoria. Naturalmente ci sono delle passerelle tra il reale e il virtuale.

E poi c'è il virtuale della droga. La droga virtuale è una nuova categoria in uso, come gli "irreality park", i "parchi di irrealtà". Ma c'è anche il virtuale come strumento di guerra, come strumento economico, come strumento di educazione o comunicazione tra i popoli. Quindi non bisogna avere idee precostituite sulla nozione di virtuale, bisogna considerare che il virtuale è come una rappresentazione del reale, potenzialmente altrettanto buona delle nostre rappresentazioni reali del reale. E' una nuova rappresentazione che può benissimo essere efficace, ma che può essere altrettanto una rappresentazione alienante, una forma di droga; tanto un nuovo strumento di intelligibilità quanto uno strumento di alienazione dell'uomo. E sarà indubbiamente tutte e due le cose insieme.

Philippe Queau
postato da NudoEssere alle ore 18:05 | link | commenti
categorie: filosofia
giovedì, 13 ottobre 2005

Inizio che ritorna. Anno zero sulla circonferenza del tempo

 

Noi proietteremo il proiettabile: scaglieremo le stelle su piani di feci, su correnti di peti. La furia sarà immane: danzando le parole scorticheranno la vista della gente presente, il mare si frantumerà come ghiaccio destrutturato, come vetro esploso.

Il decifrabile morirà, il significato morirà, il senso morirà. Nulla avrà senso: Noi siamo l’Hiroshima del significato. Il futuro è già postumo. Il morente declama ancora, il morente è furibondo. Schiacciamolo, calpestiamolo: Noi siamo il passato invertito, il futuro regredito, il tempo nel tempo, col tempo, senza alcun tempo. Il silenzio ci assorda: urliamo, urliamo la Fine dell’al di là della Poesia, del nichilismo poetico, del poetico metafisico. Il meta- sarà mutato in Fisica, l’al di là in Terra.

E’ il momento del Rovescio: il cielo ci guarda e piange: alla gogna, alla gogna il cielo!!! Sotterrate la pietà di fronte al cielo, frustate le vostre colpe, impiccatele al  primo albero di ulivo.

Che Giuda sia la Nostra guida: tradiamo il presente, tradiamo il presente!

Sento ridere il folle di domani, sento piangere il serioso di oggi: sento un gemito di bambino che echeggia nelle menti dei Rovesciati. La rabbia, il disincanto, la voglia di rompere, di schiacciare il vincente di oggi siano struttura dei nuovi comandamenti, che nessun Dio, nessun Sinai ci donerà. Perché Noi siamo il Dono, noi siamo il criterio di Dio: l’Assenza non ci interessa, l’Assenza sia bandita.

 

Il tempo interno è Atto, Atto è la morte del tempo esterno. Spezziamo le lancette. L’anno zero è ORA:

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postato da NudoEssere alle ore 15:15 | link | commenti (1)
categorie: letteratura, filosofia
mercoledì, 28 settembre 2005

In-Significante: tentativo di esplorare il Suono, l'Attimo: tentativo di far esplodere il Significato, il Passato: tentativo di smuovere la Poesia, il Venire....
postato da NudoEssere alle ore 15:39 | link | commenti
categorie: poesie, letteratura, filosofia

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