In-Significante

Scrittura e de-scrittura
domenica, 24 settembre 2006

Un cecoslovacco

Sui ciottoli di una piazza
ho visto una chitarra,
impazzita tra la gente
impazzita da sempre.

Ho visto un occhio nero
alzarsi afffaticato,
chiedeva p-a-r-o-l-e,
chiedeva.

In quella piazza
mille volte ho danzato
la bulimia del passeggio.
In quella piazza...
ho visto un uomo abbandonato
dai morti in cravatta,
dalle lapidi in minigonna.

I veri funerali sono chiacchiere per strada.
postato da NudoEssere alle ore 22:33 | link | commenti (3)
categorie: poesie
lunedì, 24 ottobre 2005

Canto Anti-Romantico

 

Sai cos’è?

Le pietre abitano un monte

Lontano e feroce, questo monte.

Le mani tendono

E non trovano dentro

Un recinto di carne.

Guarda le mie stelle spente

Le mie grondanti chiome:

bambino, ti dissi, bambino.

 

Il mondo sbatte un sentimento

la poca verità ribatte,

Quella felicità che guarda

noi che guardiamo, che guardiamo

un selciato percorso, ripercorso, percosso.

 

Il dolore è il mai più,

mai più il grido di tuono

fiorirà tra ingenue rose.

Padrone è lo stomaco:

il rosso, il rumore, l’amore.

postato da NudoEssere alle ore 18:54 | link | commenti (6)
categorie: poesie
sabato, 22 ottobre 2005

3a Bozza Manifesto divenente della futura Poesia Trans-Virtuale

 

Assiomi

 

1)      Lo spazio è Contenitore.

2)      Il virtuale è potenziale, la realtà è Atto.

3)      Il linguaggio avviene tramite lo spazio (aria vibrante, carta, flusso digitale..), virtualità (significanti) e realtà (significato).

 

Teoremi fondamentali

 

Le Parole sono Eventi.

La Poesia è Evento Ultimo: Avven(imen)to dell’Essere tramite il Linguaggio.

 

 

Conseguenze

 

Incomprensione e Comprensione sono due abissi. Talvolta si è in uno dei due, talvolta si è sul ciglio che li separa. La Vita (parola che mai nessuno comprenderà, la vita è Incomprensibile come parola, essendo una meta-parola) viaggia tra questi due abissi. L'Arte è il gioco della vita e dell'uomo che tenta di farsi, rendersi comprensibile. Il Genio è in chi sosta più di altri nel reame della potenziale comprensione. La comprensione è talvolta immediata, talvolta postuma. Il cuore, il sentimento non sono sufficienti a rendersi comprensibili. Il dolore che ne scaturisce è inevitabile e fisiologico. Noi Uomini siamo costituiti da parole (significanti), la nostra struttura è la parola che copre il vero bisogno: la parola è il sigillo della mancanza, è la fine del pianto del bimbo che non 'sa', che non conosce il Verbo. L'Oltre-Verbo, l'Oltre-Parola, l'Oltre-Dire è ciò che noi potenzialmente siamo. Le nostre parole dicono ‘mancanza’, urlano ‘mancanza’. Il reale significato, il reale senso è sempre Oltre. Il Poeta è colui che si spinge al limite della comprensibilità convenzionale, il Poeta cerca di comprendere il Bambino, il Pianto, il non-detto. Le parole sono limiti, sono recinti, sono il muro.  Noi vediamo il muro, Noi Sfidiamo il Muro.

Il Poeta è la fine e l’inizio del Linguaggio. Il Poeta è la fine e l’inizio del Significato.

postato da NudoEssere alle ore 16:35 | link | commenti
categorie: poesie, letteratura, filosofia
venerdì, 21 ottobre 2005

Sogno

È inutile aspettare la vita
Mentre caparbiamente si ascoltano echi
Di eventi ridotti a ricordo.
Tappare le proprie orecchie
È l’unico modo
Per dimenticare.
postato da NudoEssere alle ore 12:19 | link | commenti (1)
categorie: poesie
giovedì, 20 ottobre 2005

1a Bozza del Manifesto divenente della futura Poesia Trans-Virtuale (Trans-Globale)

 

Assiomi

 

1)      Lo spazio è Contenitore.

2)      Il virtuale è Atto potenziale, la realtà è Atto manifesto.

3)      Il linguaggio avviene tramite lo spazio (aria vibrante, carta, flusso digitale..), virtualità (significanti) e realtà (significato).

 

Teoremi fondamentali

 

Le Parole sono Eventi.

La Poesia è Evento Ultimo: Avven(imen)to dell’Essere tramite il Linguaggio.


postato da NudoEssere alle ore 16:47 | link | commenti
categorie: poesie
martedì, 18 ottobre 2005

L’infinito ballo delle parole

 

Il suono fionda

sul letto dell’aria,

l’orecchio raccoglie

il timbro che balla

la stella, la foglia.

Su trespoli muti

oggi disegno

bottiglie di vuoto.

postato da NudoEssere alle ore 09:24 | link | commenti (2)
categorie: poesie
domenica, 16 ottobre 2005

Il pazzo disse all’ospedale:

follia, follia, follia!!!!

 

“Amami senza dimenticare

Le mie braccia che restano

Sul tuo cuore”

 

Rombo di spade:

l’assurdo soggiace

dietro le pareti giace

la puzza, la zozza fesseria

di un rantolo di sfida.

 

“Sono i tuoi baci amore mio

 a rendermi felice in questo mondo

pieno di tristezza”

 

Ombreggia la morte

A ritmo marciante.

Dietro il tamburo

Il cannone, il rigore.

Pazzo un becchino lecca

Lo zucchero filante

Di una stella cadente.

 

“Stasera affacciati alla finestra.

Scegli una stella e dalle il mio nome”

 

Tomba di linoleum.

Vermi inquadrati

Fasciano la riga

Il nero di camicia.

Correte, correte, correte:

la puzza, il morto!!!

 

“Non puoi smettere di amare

per paura di soffrire ....

sarebbe come smettere di vivere

per paura di morire.”

postato da NudoEssere alle ore 21:35 | link | commenti
categorie: poesie
venerdì, 14 ottobre 2005

La parola 'piangere'
(Gianni Rodari, scrittore di favole)

Un giorno tutti saremo felici.
Le lacrime, chi le ricorderà?
I bimbi scoveranno
nei vecchi libri
la parola "piangere"
e alla maestra in coro chiederanno:
"Signora, che vuol dire?
Non si riesce a capire".
Sarà la maestra,
una bianca vecchia
con gli occhiali d'oro,
e dirà loro:
Così e così.
I bimbi lì per lì
non capiranno.
A casa, ci scommetto,
con una cipolla a fette
proveranno e riproveranno
a piangere per dispetto
e ci faranno un sacco di risate...
E un giorno tutti in fila,
andranno a visitare
il Museo delle lacrime:
io li vedo, leggeri e felici,
i fiori che ritrovano le radici.
Il Museo non sarà tanto triste:
non bisogna spaventare i bambini.
E poi, le lacrime di ieri
non faranno più male:
è diventato dolce il loro sale.
...E la vecchia maestra narrerà:
"Le lacrime di una mamma senza pane...
le lacrime di un vecchio senza fuoco...
le lacrime di un operaio senza lavoro...
le lacrime di un negro frustato
perché aveva la pelle scura..."
"E lui non disse nulla?"
"Ebbe paura?"
"Pianse una sola volta ma giurò:
una seconda volta
non piangerò".
I bimbi di domani
rivedranno le lacrime
dei bimbi di ieri:
del bimbo scalzo,
del bimbo affamato,
del bimbo indifeso,
del bimbo offeso, colpito, umiliato...
Infine la maestra narrerà:
"Un giorno queste lacrime
diventarono un fiume travolgente,
lavarono la terra
da continente a continente,
si abbatterono come una cascata:
così, così la gioia fu conquistata".

postato da NudoEssere alle ore 14:52 | link | commenti (4)
categorie: poesie
lunedì, 10 ottobre 2005

Mal di testa visionario

piomba straniero
nei sobborghi delle spalle
e si innalza su, su, su, su
senza smuovere pelo:

il sangue scorre nelle dita, pensieroso
scorre nell’insonnia delle soglie.
oggi un rombo ha sfrondato il perché,
il poiché, il fuorché, il ‘tuttosipuòspiegare’:
sul terreno delle scosse
si innalza il suono delle ciocche
delle teche, delle trombe.
la furia geme, le rovine fottono:
guerra, guerra, guerra:
l’avanguardia tramonta il sole.
l’avanguardia tramonta il mare.
l’avanguardia tramonta il cuore.
l’avanguardia tramonta l’amore.
l’avanguardia tramonta.

ultimatum:
il tramonto sul mare festeggia il cuore e l’amore:
amore, amore, amore ti dedico questo cuore:
‘senza di te sarei come un corpo senza l'anima;
senza di te sarei come un pianeta senza la luce;
senza di te sarei come una vita senza speranza
senza di te mi mancherebbe la parte più meravigliosa che tu sai donarmi.
per questo ti ringrazio e giuro di AMARTI PER LA VITA!’

il tramonto sfumeggia
su un mare incazzato.

postato da NudoEssere alle ore 16:13 | link | commenti (4)
categorie: poesie
domenica, 09 ottobre 2005

Ecce Homo

Eccomi:
sole nero che grida.
Il foglio muteggia la giostra
di stenti e memorie
lontane frequenti
che strappano il senso,
il peso, il feretro, il solito.

Eccomi:
matto che salta.
Il funambolo bolle
Tra queste strade di scolorito giallo,
il matto disdice, piange, batte, il buon senso batte,
che stringe del buono le redini, che stinge del buono le redini.

Eccomi:
l’uomo senza vestito.
La croce senza dolore
di spento termosifone,
senza sonoro la notte
di spento televisore.

Eccomi:
il grido sabbioso
Di un tenero
funambolo fiammante.
postato da NudoEssere alle ore 18:25 | link | commenti (3)
categorie: poesie

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